Una dinastia di artisti:

I Rigorini

curata da Donatella Taverna, Francesco De Caria, Alfredo Centra


Nel panorama artistico contemporaneo piemontese si possono annoverare varie dinastie di artisti. Al Collegio nelle stagioni passate abbiamo presentato opere degli Edel, degli Alloati, dei Reduzzi, dei Guasco, dei Cambursano, dei Caffaro Rore … - e illustre esempio è quello dei Casorati, Felice e Francesco - nelle quali si può notare un significativo fenomeno di continuità o di rottura. Il pubblico del San Giuseppe conosce già il nome dei Rigorini, poiché loro opere sono state presentate, assieme ad opere di altri, nelle mostre Il Ritratto, Una limpida e attonita sfera, Crocifissioni: grazie alla collaborazione dell’ultimo discendente, Luigi Rigorini, figlio di Antonio, che gelosamente conserva e si adopera per custodire al meglio e per valorizzare le opere della famiglia di artisti, è stato possibile realizzare la presente esposizione e il catalogo che la correda: si tratta della possibilità di uno sguardo sulla pittura piemontese dagli ultimi dell’Ottocento sino ai giorni nostri, o almeno su quella consistente parte di produzione artistica che in una delle capitali internazionali delle avanguardie ha effettuato la scelta – in certi momenti coraggiosa, quando soprattutto la critica “remava contro”, così come le gallerie pubbliche e private – di continuare sulla strada della tradizione pittorica romantico idealistica che ha in d’Azeglio, Fontanesi, Delleani e giù giù sino a notevoli artisti del Novecento illustri rappresentanti. La mostra è corredata, come si è detto e come ormai consolidata tradizione, da un quaderno-catalogo con sezioni dedicate ai vari artisti rappresentati, curata dagli stessi allestitori della manifestazione, che si sono avvalsi della disponibilità dell’ultimo esponente della dinastia Luigi jr che nella sua opera si sofferma, oltre che su paesaggi e su nature morte, soggetti cari alla tradizione pittorica, su personalità e su episodi delle Scritture e della tradizione letteraria, altro carattere che lo lega alla pittura di ascendenza romantica. Inoltre, altro carattere notevole, è che in un impianto e con soggetti tradizionali Luigi Jr “gioca” sui forti contrasti di luce sino a giungere ad una astrazione dal soggetto naturale. Il padre, Antonio, è notevole anche come illustratore - e l’abbiamo citato nella mostra sugli artisti-illustratori di qualche anno fa - dal notevole naturalismo ed effetto scenico: la sua pittura si rifà all’arte di un d’Azeglio ad esempio, dunque pienamente romantica. Il capostipite, Luigi sr, può essere inserito in un’aura liberty per i soggetti floreali, cartellonistici e decorativi, ma si rifà chiaramente a sua volta alla pittura romantica nei paesaggi in cui si evidenzia in particolare l’aspetto grandioso, ma anche nelle scene di genere o nei dipinti ruinisti di impronta preromantica e settecentesca

  

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